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Il Predator Flex Polarized #zoggs è stato un superlativo compagno in allenamento e in gara senza mai deludermi. Qualsiasi condizione meteo incontrata mi ha sempre permesso un ottima visuale con una rifrazione della luce eccellente, ottima in presenza di sole, la lente fumè si appresta molto a queste condizioni meteorologiche non disdegnando anche le altre come già detto ma che torno a precisare….

Ora la nuova versione il Predator Flex Polarized Ultra #zoggs ha migliorato ulteriormente la lente, di fabbricazione italiana, permettendo così di elevare ulteriormente la visibilità in acqua con qualsiasi condizione di tempo (soprattutto per nuota in open water). Ora non mi rimane altro che provarli…

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Il campionato del mondo di triathlon alle Hawaii è un evento di grande emotività. Tutti quelli che diventano Ironman a KONA o quelli che si confermano ancora una volta hanno una storia da raccontare, una rivincita, una sfida, un debito con la vita. Allo stesso tempo questo grande appuntamento è la cornice per le novità del prossimo anno, nuove proposte tecnologiche e, perché non dirlo, anche per il business dietro la manifestazione sportiva.

I dati sono rilevati manualmente dai volontari che verificano i marchi di ogni concorrente durante la fase di ingresso per il deposito di tutti gli strumenti di gara in area transizione, per cui non sono estremamente attendibili seppur ricalcano bene l’andamento del mercato legato al mondo del triathlon.

Biciclette 
Cervélo al primo posto con 490 biciclette, seguita da Trek e Specialized. Altri marchi che potrai trovare su triathlonpoint.com sono BMC (76 bici) e Scott (66 bici, una guidata dal vincitore Sebastian Kienle)… interessante il punto fatto da Triatlon Point su ciò che riguarda non solo le bici più “presenti” ma anche gli altri strumenti/attrezzature in particolare le marche leader di mercato.

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Continua con un approfondimento marche atleti ben delineata nel seguente articolo su www.triathlontime.com:

Rispetto agli anni precedenti rimane consolidato il dominio Cervelo, che anche in seguito alla vittoria di Fred Van Lierde 2013 non ha avuto notevoli guadagni di numeri, anzi è invariato, se consideriamo che su questi numeri un minimo di variazione (+2) è irrilevante. Del resto Cervelo ritengo abbia l’obiettivo di mantenere la leadership, di certo incrementarla partendo da questi numeri è difficile. Mantenere le sue bici presenti anche tra gli atleti che ambiscono alla vittoria è però necessario per non perdere quote di mercato e quindi ecco che grazie anche a Van Lierde e soci, Cervelo resta la numero uno incontrastata.

Trek continua a rosicchiare posizioni e come potete notare incrementa anno dopo anno i suoi numeri. Diversamente Specialized, nonostante grandi investimenti e una forte presenza tra gli atleti di vertice non aumenta i suoi numeri. Rimane esattamente con lo stesso valore 2013, dopo aver però beneficiato negli anni precedenti di una forte crescita. Sarà anche dovuto al fatto di non aver ancora partorito un’evoluzione della Shiv (ormai presente dal 2011)? Trek di contro ha modificato la sua Speed Concept proprio l’anno passato….

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Fonte: www.triathlontime.com

Recuperare bene per competere meglio

Negli atleti di ogni disciplina, soprattutto quanto impegnati in competizioni che prevedano sforzi intensi e di lunga durata come gli Ironman, i maratoneti, gli ultramaratoneti, uno degli argomenti di maggiore interesse ed oggetto di studio da parte degli atleti e degli specialisti che li seguono, sono le strategie da mettere in atto per migliorare perfomance e recupero. In entrambi i casi la nutrizione riveste un ruolo estremamente importante, in particolare nel recupero in quanto l’ottimizzazione della strategia nutrizionale crea i presupposti per il miglioramento della prestazione successiva.

Dovendo parlare di recupero, come prima cosa andrebbe definito in modo preciso, in quanto spesso si usa questo termine senza conoscerne bene il significato.

Il recupero coinvolge un insieme complesso di processi che prevedono il ritorno alle condizioni di equilibrio (definito come omeostasi) del nostro organismo, gli adattamenti agli stress legati all’esercizio, il ripristino di una corretta condizione di idratazione, il recupero delle riserve energetiche ed il riparo dei danni muscolari determinati dallo sforzo fisico.

Come prima cosa, quando si parla di recupero bisogna tenere conto che questo si può dividere in due fasi:

  1. Fase più veloce non legata all’alimentazione: dipende dal grado di allenamento del soggetto ed è caratterizzata dal ripristino delle condizioni basali della frequenza cardiaca, debito d’ossigeno e smaltimento dell’acido lattico.
  2. Fase più lenta influenzata dall’alimentazione: si caratterizza dal recupero dei fluidi e degli elettroliti (sodio, potassio, ecc) persi con lo sforzo, ripristino delle scorte di glicogeno muscolare ed epatico, rigenerazione delle fibre muscolari.

Tanto più gli allenamenti o le gare risultano essere ravvicinate, tanto maggiore il raggiungimento di un ottimale recupero per l’atleta diventa fondamentale.

Cosa fare per ottimizzare il recupero?

  1. Pesiamoci prima e dopo l’allenamento/competizione, il peso perso ci permetterà di sapere quanti liquidi dobbiamo reintrodurre nel periodo successivo allo sforzo. Per semplicità possiamo considerare 1l – 1,5l di liquidi per ogni kg di peso perso. Importante comunque controllare sempre il colore dell’urina, un urina scura è indice di non corretta idratazione.
  2. Alimentarsi subito, il più precocemente possibile. Le raccomandazioni scientifiche parlano di un primo “recovery meal” nei primi 30 – 40 minuti post esercizio.
  3. Apportare subito carboidrati circa 1 g – 1,5 g/kg/h. Tale somministrazione è fondamentale per ripristinare il più precocemente possibile le riserve di glicogeno epatico e muscolare. Soprattutto il primo spuntino è importante a ridosso dell’esercizio, in quanto sfrutta la fase “non insulino dipendente” del recupero definita anche come fase di recupero “veloce” del glicogeno. Sebbene in questa fase l’utilizzo di fonti di carboidrati ad alto o basso indice glicemico* non è molto importante, gli alimenti ad alto indice glicemico si fanno favorire a causa di una loro migliore digeribilità/assorbimento. Va ricordato che in questa fase, la funzione digestiva/assorbitiva dell’intestino non è ancora ottimale. Nei successivi spuntini, la scelta di alimenti ad alto indice glicemico è invece importante per sfruttare l’azione dell’insulina sulla risentesi di glicogeno muscolare. Un precoce ed adeguato apporto di carboidrati nel post esercizio non è solo importante per ripristinare rapidamente le scorte di glicogeno ma anche per ridurre/evitare i fenomeni di immunosoppressione ed aiutare la ripresa della sintesi proteica (tramite modificazioni metaboliche ed ormonali).
  4. Apportare proteine: circa 0,3 g/kg/h. In genere si raccomanda una quota proteica di circa 20 – 25 g proteine di alto valore biologico, pari a circa 8- 10 g aminoacidi essenziali.
  5. Per gli atleti di endurance, il rapporto carboidrati/proteine da mantenere nella fase di recupero è di circa 3-4:1.
  6. I primi snack devono essere facilmente digeribili, raccomandabile quindi il ridotto apporto di fibre e grassi. Sarebbe auspicabile anche che siano appetibili all’atleta: dopo lo sforzo bisogna gratificarsi!

*Indice glicemico: L’indice glicemico è un parametro qualitativo che esprime la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un certo alimento. In una scala di riferimento, il glucosio ed il pane bianco vengono associati ad un valore 100 e sono presi come riferimento per gli altri alimenti.