#WwworkersCamp – il #Manifesto dei lavoratori italiani della rete…

15 maggio 2013 — Lascia un commento

Wwworkers

Fonte: Wwworkers.it – Simona Salvi 

Condivido questo importate segnale e messaggio che nelle due giornate bolognesi è stato raccolto e sviluppato. Un’Italia digitale con persone che si re-inventano e provano o fano del loro lavoro una passione. Uno scenario in ricca espansione e sviluppo ma la strada è ancora lunga ma intanto ci affermiamo e segnaliamo che noi lavoratori della rete: #wwworkers ci siamo! Ecco il Manifesto delle azioni consegnate alla classe politica:

Nella due-giorni le sfide e le opportunità delle nuove economie digitali per

i lavoratori della rete, con la necessità di andare oltre facili entusiasmi.

Consegnate agli esponenti delle varie formazioni politiche le 10 azioni raccolte.

Per i wwworkers tra le priorità ci sono azioni di sostegno per e-commerce, telelavoro, wi-fi

e un piano di alfabetizzazione al digitale che coinvolga anche le organizzazioni e le PAL

Oltre 800 pre-iscrizioni, seicento partecipanti, cinquemila utenti collegati alla diretta streaming e oltre cinquantamila visualizzazioni sulle pagine del sito nell’ultima settimana. Durante il summit 60 le storie di successo presentate, 40 i relatori intervenuti.

Dieci azioni richieste alla classe politica per portare l’Italia nell’economia digitale. Ieri nel corso del Wwworkers Camp, il primo meeting nazionale dei lavoratori italiani della rete, i wwworkers hanno consegnato alla politica un manifesto programmatico affinché prenda atto che già esiste un’Italia che vive e lavora in rete. Presenti i deputati Paolo Coppola (PD), Antonio Palmieri (PDL) e Massimo Artini (Movimento 5 Stelle) con la moderazione di Riccardo Luna (Che Futuro!).

Il manifesto contiene la sintesi delle proposte arrivate dai lavoratori digitali attraverso la piattaforma Wwworkers.it, la community che aggrega duemila lavoratori italiani della rete. Sono 700.000 in Italia, ma vengono ancora trattati come misteriosi innovatori. Creano oltre il 2% del PIL, ma sembrano ancora invisibili. Sono imprenditori e professionisti che operano con le nuove tecnologie, ma anche artigiani e commercianti che reinterpretano mestieri tradizionali in chiave 2.0 e approdano online per vendere all’estero e internazionalizzare l’impresa o contadini digitali che grazie al web hanno trovato una nuova chiave di sviluppo per la loro impresa. “Dalla due giorni abbiamo concluso che la rete può rappresentare una leva di successo, ma occorrono investimenti infrastrutturali e soprattutto culturali. Il Paese necessita di un cambio di paradigma e i wwworkers possono svolgere il ruolo di ambasciatori del digitale. Perché La forza di queste figure professionali è rappresentata proprio dalla integrazione delle nuove tecnologie sia in lavori innovativi che in mestieri tradizionali”, dichiara Giampaolo Colletti, fondatore di Wwworkers.it.

Rappresentanza, welfare, fisco e incentivi, infrastrutture, nuovi luoghi e modelli di lavoro, internazionalizzazione, semplificazione normativa le aree di intervento individuate per promuovere il lavoro di coloro che operano in contesti digitali. Erodere il digital divide attraverso investimenti pubblici e incentivi a quelli privati, pensare al wi-fi come alla toilette per rendere la connessione disponibile e pubblica ovunque, alfabetizzare al digitale per far sì che tutti i cittadini colgano le opportunità della rete, digitalizzare il made in Italy per rafforzare la collaborazione tra le PMI e raggiungere i mercati, liberare l’e-commerce ancora soggetto alla normativa per il commercio pensata per canali tradizionali, ascoltare il mondo della rete, stakeholders e influencer spesso esclusi dai meccanismi di concertazione, rendere pubblico e accessibile ciò che è prodotto con soldi pubblici, introdurre il telelavoro come diritto, ripensare il welfare nell’ecosistema digitale, dare spazio alle nuove imprese anche con locazioni agevolate…

IL MANIFESTO DEI #WWWORKERS

Siamo i lavoratori della rete – i wwworkers – quelli che operano sul web e grazie al web. Siamo già 700.000 in Italia, ma ci trattano spesso come misteriosi innovatori. Siamo quelli che aiutano il made in Italy a farsi conoscere nel mondo, ma talvolta siamo costretti ad espatriare. Siamo quelli che creano oltre il 2% del PIL, ma sembriamo ai più ancora invisibili. Chiediamo a chi ci governa di scommettere su di noi, di guidare una nuova rivoluzione industriale che, grazie alla rete, porti di nuovo l’Italia a creare ricchezza e lavoro. Il nostro Paese ha un potenziale enorme di crescita nell’economia di Internet. Ecco le 10 azioni che abbiamo raccolto nelle ultime settimane e che – come manifesto programmatico – consegniamo alla nuova classe politica affinchè prenda atto che già esiste un’Italia che vive e lavora in rete.

Azione 1. Erodere il digital divide

Sostenere la spinta per la copertura nazionale di servizi con banda larga e ultralarga, anche in realtà geografiche lontane dai contesti metropolitani, attraverso investimenti pubblici e incentivi a quelli privati.

Azione 2. Pensare al wi-fi come la toilette

Promuovere l’obbligo per gli esercizi pubblici di rendere la connessione wi-fi disponibile e pubblica, come avviene oggi per i servizi igienici.

Azione 3. Alfabetizzare al digitale

Promuovere un piano per l’alfabetizzazione digitale, coinvolgendo il terzo settore, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e gli enti locali, per far sì che tutti i cittadini colgano le opportunità della rete. Promuovere corsi “blended” (in aula e online) e l’apertura di sportelli informativi per fornire servizi concreti su come lavorare in rete.

Azione 4. Digitalizzare il made in Italy

Le tecnologie digitali rappresentano un’occasione per le Piccole e Medie Imprese, per rafforzare la collaborazione e raggiungere i mercati, ma spesso queste aziende non hanno le risorse – economiche e di conoscenza – per cogliere le opportunità. Servono incentivi alla creazione di reti digitali tra le imprese, volte alla collaborazione e all’internazionalizzazione, anche attraverso la messa in comune di banche dati e scambi tra realtà differenti.

 Azione 5. Liberare l’e-commerce

Oggi l’e-commerce è soggetto alla normativa per il commercio, pensata intorno ai canali tradizionali. Ciò crea confusione e rallentamenti. È necessario semplificare radicalmente la normativa sull’e-commerce e prevedere specifici incentivi per le imprese che avviano questa attività.

 Azione 6. Ascoltare il mondo della rete, stakeholders e influencer

Il settore legato all’economia digitale è trasversale ai differenti settori produttivi e spesso escluso dai meccanismi di concertazione. Aprire la discussione pubblica a queste realtà permetterebbe di programmare politiche più attente alle innovazioni.

Azione 7. Ciò che è prodotto con soldi pubblici deve essere pubblico e in rete

Il sapere prodotto nelle università, la cultura sostenuta da fondi pubblici, i dati elaborati dalla Pubblica Amministrazione devono essere accessibili a tutti e utilizzabili per promuovere attività economiche. Occorre che si scelga l’open data per trasparenza, semplificazione e miglioramento dei servizi al cittadino.

Azione 8. Il telelavoro come diritto

Introdurre la modalità di lavoro in remoto per tutte le attività per cui è tecnicamente possibile, almeno per una parte del monte ore. In questo modo si favorirebbe il “work-life balance”, la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, si spingerebbe l’innovazione delle imprese e si abbatterebbero i costi ambientali e strutturali legati agli spostamenti casa-lavoro.

 Azione 9. Ripensare il welfare nell’ecosistema digitale

Istituire il diritto ad una pensione di base per tutti i lavoratori a seguito della cessazione dell’attività lavorativa. Istituire una indennità di maternità universale, superando la logica delle tutele esclusivamente legate al lavoro subordinato. Proporre un salario minimo garantito per le attività parasubordinate per cui non valgono i minimi definiti dalla contrattazione collettiva. Promuovere la diminuzione del carico fiscale contributivo per i lavoratori autonomi.

Azione 10. Dare spazio alle nuove imprese

Fornire in locazione agevolata immobili inutilizzati della Pubblica Amministrazione, in modo da creare spazi di co-working per start up innovative e legate al mondo digitale.

 Wwworkers.it è la community che aggrega migliaia di lavoratori italiani della rete. Fondata da Giampaolo Colletti – autore per Gruppo24Ore di “Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete” – conta 2mila iscritti. Su Wwworkers.it ogni giorno le storie di successo dei lavoratori italiani della rete, la mappa delle nuove professioni e i trend legati alle economie digitali.

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